Sono tornato su quegli scogli di fronte al mare, a farmi arrossare gli occhi dal vento che sa ancora di pioggia. Oggi ho l'aria più rilassata, mi si legge in faccia.
Ci sono cose che si fermano in gola e rompono la voce, e quando ci pensi cammini piano e guardi per terra. Poi alzi lo sguardo e la vedi nascosta da chi ha sempre qualcosa da dimostrare, da quelli che sparano diretti i propri colpi o presunti talenti, da chi occulta il vuoto con affascinanti confezioni. Se ne sta lì, la bellezza, al buio dei suoi occhi, con una maglia rossa e la bocca socchiusa a fiutare anime. Mi ha abbracciato, e io non volevo. Ho sempre paura di incontrarla, di sentire le sue mani sulla schiena, di abbandonare il viso sulla sua spalla. Placenta. Fresie bianche. Anni che non ho. Anni che non ricordo. Un cinema di paese e le mani che si accarezzano. Verde. Caffè. E di nuovo il mare.
I vagoni stridono sui binari mentre perdo il conto dei biglietti che ho in tasca. Chissenefrega, magari parto.
"Mi sono innamorato di te perchè non avevo niente da fare. Il giorno volevo qualcuno da incontrare. La notte volevo qualcosa da sognare"
