Le luci basse e il jeans di nuovo sulla pelle nuda, la sigaretta stretta tra le labbra senza fare un tiro come quando suoni la chitarra. Il fresco che non sa di estate, detersivo, cibo in scatola, una tv scassata, musica brasiliana. Non vedo la città tra angeli e fantasmi. Cerco una maglia nera e sono al buio. Allora della tua vita cosa ne vuoi fare? Allora parti, resti, resti a farti mangiare?
Alta noite já se ia, ninguém na estrada andava
No caminho que ninguém caminha, alta noite já se ia
Ninguém com os pés na água
Lamenti di zanzare.
Non partire/ Guarda che sei tu a dover partire../ Ah..
La canzone di seta galleggia nel mio quinto caffè. Nei vicoli dove tu sei sole ed io ombra mi mostri un mondo sommerso a due piedi da casa, dove un cuoco samurai urla e offre anguria, e a suonare il mandolino è un nonno in canottiera. Nei labirinti della memoria di qualcun altro entro ed esco raccogliendo e lasciando favole che profumano di basilico, ritratti in seppia, scatole perse in un trasloco, risultati di analisi mediche in carta di riso, piccoli aerei che decollano con le note di un vibrafono, una nuotata risalendo il fiume, il bagno di un McDonald, tabacco da masticare e vestiti leggeri. Pozz' ij cu' cient' nnammurat', ma te penzo...e c'è un posto nella tua città che non conosci, e sarò io a fartelo scoprire. Ci sposeremo noi due, ma adesso è troppo presto. Viviamo di incontri clandestini e labbra appena sfiorate. E' ancora presto. Faremo come tanto tempo fa.
"A confermare tutti gli studiosi/ nella bella opinione/ che l'eloquenza è quando il cuore/ non ha più un filo di voce- " (E. Dickinson)