23/09/2007,20:13
Sarebbe anche l'ora di scrivere un post normale. Solo che ci si mette la febbre che sta andando via, e ci si mette Stairway to Heaven come sottofondo, e, insomma, la vedo dura. C'è l'orologio in cucina che segna le 01:16 e credo che si, in fondo potrebbe anche essere l'una e un quarto di notte, tanto qui è scuro e non mi va di accendere la luce. Poi la notte mi viene più semplice affrontare le cose e organizzarle per poi sgretolare tutto a mezzogiorno. Però devo compilare una domanda formale e intanto ho formalmente risposto, declinandolo, a un invito di qualcuno che pur mi riteneva gentilissimo. Sai cosa? Sento sempre, o ogni tanto, una fitta stupìda tra spalla e torace, e penso che è stupìda davvero come uno spento dolore che non vuoi scordare. Quanto siam bravi a farci del male con le sciocchezze. Poi l'ottimo Outlook ha deciso di eliminare tutte le mail in archivio da un paio d'anni. Non mi sono sentito in grado di contraddirlo, se ha scelto così avrà avuto i suoi buoni motivi. Mi sono abbandonato alla solita fitta stupìda tra spalla e torace, che dura un sorriso. Ebete, preferibilmente. Intanto non resta che ricompilare la rubrica, spogliarsi da qualcosa che ha a che fare con un sentimento artificiale - mi vengono in mente androidi ma magari fosse facile - che bene non so definire, provare a darsi un tono come se fossi andato in vacanza ad agosto e adesso riprendessi a lavorare, ignorare l'inizio di un improbabile concerto di neomelodici proprio sotto casa, e tante tante altre cose degne di nota. Fin quando, a quelle fitte, non ci farò neanche più caso.
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13/09/2007,19:51

Ogni tanto penso di far perdere le mie tracce, nascondermi al buio e aspettare che qualcuno mi trovi.

Come fossi un regalo. Una felice coincidenza.

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06/09/2007,13:05

Si si, nella coreografia c'è sempre qualcuno che va fuori tempo, un po' in ritardo. Io, anche se non ballo, mi ci ritrovo. Ogni ora che passa si allenta la corda, sto per lasciare, c'è da festeggiare. Se qualcosa scappa via si potrà anche festeggiare per una volta, si potrà anche smettere di fumare per una volta. Volendo si potrà anche brindare alla cartolina che non è arrivata al risveglio, all'occasione mancata, a chi non ci ha voluto e a chi non ha creduto. A qualcuno che stanotte ha prenotato un volo di sola andata, a un caffè troppo lungo e anche all'aspirapolvere che fa rumore. Voglio pensare a un lancio col paracadute finito dritto nel campo di fragole, o ad un'agenda ancora sigillata. Se sto per lasciare dovrò pur trovare un'idea con cui crollare. Sorridere allo specchio per una volta, mica si è soli nello specchio? Non ho una lira, non ho un lavoro, e, ti dirò di più, non ho la minima intenzione di rimettermi a studiare. Tu che dici? Non avrò prestigio sociale? Non avrò una scrivania tutta mia? Cosa scrivo nel curriculum vitae? Non conta che sotto ai ponti ballerei il tango? E nemmeno che una volta ho volato? Sangria! Che suonino i grammofoni! Qualcuno in questa orrenda coreografia andrà sempre fuori tempo, un po' in ritardo.

Mi concede questo ballo?

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04/09/2007,20:55
Cos'è che dicevo? Ah si, la passione, la fine e il principio. Babilonia. Settembre. Il telefono resta sempre acceso. Piccole squame che cadono, è il passato prossimo. Che stia diventando davvero lucertola? Che esistano anche gli angeli?  Che piova a dirotto  per sempre col sole? Io resto qui, senza ombrello. Tutto il resto un po' non lo voglio dire, un po' nemmeno lo conosco. Es nada.
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