Quante fotografie avrei da appendere al muro, e lo farei, lo farei se non sentissi il presagio di dover andar via. Il dove non è dato saperlo, ma credo sia il luogo in cui immagino alberi fioriti e pieni di mandarini, quel posto in cui qualcuno tornò a casa dalla guerra. Da piccolo credevo di avere un cavallo tutto mio, e forse davvero è stato così. Da ragazzo mi nascondevo in mezzo alla gente, avevo soltanto una partita da perdere e l'imbarazzo di un concorso di poesia. Non ricordo quand'è che mi sono imbarcato, però so che qui io sono veramente io e che non saprei più vivere senza l'orizzonte nero che vedo anche quando chiudo gli occhi. Mi ricordo di tutto, di tutti, dei ricordi di tutti, delle vite di tutti, la signora caduta dalle scale che è scoppiata a ridere, l'uomo in pigiama che fuma l'ultima sigaretta, i fratelli passati di qua a darmi una pacca sulla spalla. Non mi importa che la mia di vita sia senza punti esclamativi. Aspetto la prossima buona occasione. Le gambe che tremano e le sopracciglia così sottili che mi guardano e mi danno ancora diciassette anni. Altri quattro minuti. Un altro anno. La divisa è nello zaino, non so quando l'indosserò. In questo posto stretto e dalle pareti troppo bianche...mi riconoscono per quella storia di ali e campi di cotone. Mentre aspetto la prossima buona occasione.
immaginato da DorianRiver | asterisco:pezzi di vetro, nero, notturno |
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