L’aria ogni tanto prende peso e poi lo perde poco a poco, il tempo di un aereo che ti passa sulla testa, il tempo di sentire, mentre cammini, l’odore della cena che qualcuno sta preparando per la sua famiglia, un soffritto di olio e cipolla e il sugo che si adagia in una pentola, il tempo di attraversare la strada e capire che stai andando a fuoco, perché senti che tutto va bene, tutto va bene anche se cerchi nel pensiero le sue mani nell’angolo di una foto ma non le ricordi e qualcuno ti saluta ma non te lo ricordi già più e il tempo è andato ma è come se non fosse mai passato, come se qualcosa non fosse mai accaduto eppure tu non sei più lo stesso perché ora va tutto bene, va tutto bene e stai andando a fuoco. Dove ritorni ci sono finestre chiuse e canzoni cantate dai muri, c’è una chitarra che non ricordavi, c’è un letto e dentro al letto c’è un abito da sposa che nessuno indosserà e che porterai con te di casa in casa perché anche così andrà bene, sporco delle tue stelle buone andrà bene. L’aria sempre più leggera porta lontano quello che sei e che già non sei più, e da qualche parte arriverà il mistero delle suggestioni che ti prendono la domenica alle tre, e che qualcuno che neanche conosci un giorno raccoglierà nelle mani che non potrai ricordare, e in fondo sai che andrà bene, andrà bene anche così.
