13/11/2008,16:59
Non parlare.
Polvere di pioggia
spazzata sulla città.
Non parlare.
Coriandoli nel fango
appiccicati alle suole
di scarpe da ginnastica.
Non parlare.
Lascia che sia
soltanto l'essenziale.
Goccia fredda scivola
di vertebra in vertebra
non chiede voce
non deve dimostrare.
Allora dimmi cosa senti,
non parlare.
immaginato da DorianRiver | asterisco:nero, bugie | Link | commenti (10)(popup) | commenti (10)
22/08/2007,13:59

Le luci basse e il jeans di nuovo sulla pelle nuda, la sigaretta stretta tra le labbra senza fare un tiro come quando suoni la chitarra. Il fresco che non sa di estate, detersivo, cibo in scatola, una tv scassata, musica brasiliana. Non vedo la città tra angeli e fantasmi. Cerco una maglia nera e sono al buio. Allora della tua vita cosa ne vuoi fare? Allora parti, resti, resti a farti mangiare?

Alta noite já se ia, ninguém na estrada andava
No caminho que ninguém caminha, alta noite já se ia
Ninguém com os pés na água

Lamenti di zanzare.

immaginato da DorianRiver | asterisco:bugie, occhi | Link | commenti (12)(popup) | commenti (12)
16/04/2007,18:29

"Up there - there is a sea
the sea's the possibility.
There is no land but the land
(up there is just a sea of possibilities)
There is no sea but the sea
(up there is a wall of possibilities)
There is no keeper but the key
."

Si straccia una parete, il lenzuolo oscilla davanti alla finestra e c'è un mare dietro dentro. Rincorro solo per sentire. Addominali. Rincorro solo per sentire. Quanto l'ultimo tiro mi brucia le labbra e rincorro solo per sentire. Neve sulle labbra. Continua a leggere tu che stai di là. Se no che ci stai a fare qui, cerchi qualcosa da scoprire. Qui non è dato scoprire. Tra 5 minuti chiudi le serrande.  

"Hurry up please its time.                                                                                                              Good night, ladies, good night, sweet ladies, good night, good night."



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14/03/2007,19:32
Fuori, in strada. Potrei anche prenderlo a calci quest'albero, potrei stare qui a ridere da solo. Ma chi sono io? Possibile che da stamattina sbandi senza ragione e senza un nome sul quale trovare riposo? Senza Titolo. Quadrato, ovale. Una vecchia in carrozzina attraversa lentamente l'incrocio. Una bambina sulle spalle del padre mi fissa incuriosita, e ricordo di avere i capelli ricci. Tu chi sei? Mi sai dire cosa stai facendo, almeno tu? Ave Maria, sulle braci di questo assorto spezzare fragilissimi vetri. Odore di garage, di ruote da cambiare. Sto tornando dal corso di calcetto, oggi ho segnato con un colpo di testa. Ho sette anni e non so in che squadra gioco. Ciao. Ciao. Qualcuno mi ha riconosciuto. Tu me lo sai dire cosa ho fatto, almeno un tempo? Strano tutto questo abbassarsi di occhi, la gente ha paura. E io prendo fiato tagliando via qualcosa.
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14/03/2007,14:23

Niente di nuovo, solo l'impressione che più passa il tempo meno cose mi appartengono. La mia valigia ora sarebbe mezza vuota, mi basterebbe uno zaino per star fuori un anno. E poi quanto più si sta vicini tanto meno si è pronti ad accettare la libertà altrui. Stanotte sogni confusi. Stamattina non so ancora chi voglio essere.

(immagine da sigur-ros.co.uk)

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05/02/2007,16:22
Tre giorni tre, a riversare lettere su uno schermo addormentato e cancellarle una ad una dopo pause di riflessione e auto-richieste di onestà intellettuale. In così poche ore ho toccato ogni sfera dello scibile aggrappandomici come un bambino all'orlo della gonna della mamma che sta per andare via. Niente. Due post due, ridondanti e sudici di modeste aspirazioni, eliminati. Ultimamente quando comincio a giocare con le sillabe finisco legato a concetti che nessuno ha chiamato e che non riesco a domare. Escono fuori, loro, e non me la sento di ricacciarli in fondo. Così restano invischiati nella colla delle cellule affumicate da shampoo e sigarette. Erba amara da masticare, così volevo descrivere le parole. Già sentito. Poi è spuntata una bambola che in uno studio televisivo cianciava di domeniche e polizia. E alla fine ho incrociato lo sguardo sincero e fugace di Eleanor Rigby che ancora, in una chiesa deserta, raccoglie il riso lanciato agli sposi. A suo modo tutto questo spreco di idee potrebbe essere la mia unica possibile trilogia, il cui significato è oscuro anche all'autore. Ci sarà da accontentarsi.  
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