18/02/2007,16:19
E non poteva non piovere. Sulle foglie dell'acacia piantata nel cortile dell'asilo, lì di fronte. Sulle cartacce maldestramente spillate su pali e semafori, sui presagi di carnevale e oroscopi scaduti. Su aerei in partenza, e sulle rughe di pensieri sommersi. Piove anche nel teatro, e vedo le gocce attraversare le luci ambra e poi ghiaccio. Quei miei soliti controluce. Non ho più cieli in cui nascondermi per chiuderti gli occhi, e questi pezzi di cuore, attaccati con lo scotch più scadente, si sciolgono mentre mamma canta una vecchia canzone. Io non lo so nemmeno perchè scrivo, e perchè in questa domenica uguale a tante altre mi sciolgo così. Poi tutto finisce e ricomincia, intermittente, goccia dopo goccia, per esplodermi dentro.
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23/10/2006,23:22

Avrei voluto scrivere del nostro ultimo lento. Ballato nel cielo sulla città, a guardare tutte le luci di questa notte. Avrei rubato al tempo quell'attimo esatto. Stringerti senza cadere, sorridere senza dirti addio. Dove non ho più paura di annegare, e tutto sembra così piccolo da ricordarselo a fatica. E quando mi spingi lontano ti lascio fare, chè poi ti riprendo. Ci siamo avvicinati ai palazzi, stretti in una luce di candela, a guardare oltre le finestre ed i muri delle case. C'erano tovaglie bianche e famiglie annoiate. C'era qualcuno a fare l'amore. C'era un camino che stava per spegnersi. Ti ho ubriacata di sogni impossibili. E mi basta. Davvero, basta così. Così poco. Per farmi felice nella stanchezza di sbattere da un muro a un altro. Basta la pace di strapparmi quei rami dal petto. Solo, col mio completo migliore, le mani sporche di terra, a reggere la tua gonna di seta rossa.

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10/10/2006,23:55

Nel buio del tendone cammino da sola con la mia ombra leggera di malinconia, non c'è altro posto per me. Cammino a occhi chiusi nel buio del tendone, nel silenzio di una notte qualunque, mentre gli spettatori son tornati a casa, nei loro letti, sotto le coperte. Un passo lento ancora, nel dolore di una notte qualunque.

Ho braccia traballanti per farvi ridere un po' di più, e fianchi enormi, bianchi. Troppo belli per adagiarsi in uno dei vostri letti, per essere stritolati dai vostri vestiti. Io ho colori che mai nessuno potrà afferrare, e le luci addosso, e smalto cangiante per ogni occasione, per ognuno dei vostri sogni di una notte qualunque. Occhi su di me che non sanno vedere dove finisce la mia carne ed incomincia il cielo.

Il cielo dentro, l'aria dentro. Dentro questo tendone impolverato cammino a occhi chiusi in una notte qualunque. Con la mia ombra leggera di malinconia, con il mio pesante incedere da donna cannone...dicono di smontare, di ripartire. Dicono tante cose, ma non li sto a sentire. E sì che si riparte anche stavolta, col trucco da rifare. E sì che è questa la mia acrobazia, cercare di dormire. Io i sogni me li mangio, e c'è solo la notte a farmi compagnia.

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