04/10/2009,13:15
Il riso e il pianto si fanno una cosa sola. Il rosso e il nero pure, finalmente. Finalmente, il bambino è nato, biondo e dispotico. Niente messa e niente organetto di Pablo, niente pioggia e niente churros, solo il diaframma che non smette di vibrare, un bolero retrò ad accompagnare la pausa sigaretta, la dolce impressione di lasciarsi cullare dall'assurdo, dove anche la veglia è scandita da pause e battute. Una città girata in mezza giornata, un museo e tutti i passanti demoliti con lo sguardo, e niente più niente al mondo, noi per sempre dentro a uno specchio dove il riso e il pianto si fanno una cosa sola, il rosso e il nero pure, finalmente.
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28/05/2009,20:12

All’improvviso i tuoni in lontananza, il ticchettio delle gocce, l’odore di asfalto bagnato. Lo scacciasogni le dice qualcosa, anni fa un’altra bocca ci soffiava attraverso parole di quiete e cacao. Questa era l’ora degli arrivederci. Una giovane madre richiama suo figlio nel cortile, “Franceshco!” , gli uccelli cercano rifugio tra le impalcature. Tornano come pietre dure le canzoni di un’altra terra, tornano con vecchi nomi, incastonate nel tempo di un’altra vita. Come acqua dalle corolle scenderà a comprare le sigarette e a regalare baci, qualcuno un giorno li ricorderà. Qualcuno un giorno penserà anche a lei.

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07/08/2007,18:17

Non partire/ Guarda che sei tu a dover partire../ Ah..

La canzone di seta galleggia nel mio quinto caffè. Nei vicoli dove tu sei sole ed io ombra mi mostri un mondo sommerso a due piedi da casa, dove un cuoco samurai urla e offre anguria, e a suonare il mandolino è un nonno in canottiera. Nei labirinti della memoria di qualcun altro entro ed esco raccogliendo e lasciando favole che profumano di basilico, ritratti in seppia, scatole perse in un trasloco, risultati di analisi mediche in carta di riso, piccoli aerei che decollano con le note di un vibrafono, una nuotata risalendo il fiume, il bagno di un McDonald, tabacco da masticare e vestiti leggeri. Pozz' ij cu' cient' nnammurat', ma te penzo...e c'è un posto nella tua città che non conosci, e sarò io a fartelo scoprire. Ci sposeremo noi due, ma adesso è troppo presto. Viviamo di incontri clandestini e labbra appena sfiorate. E' ancora presto. Faremo come tanto tempo fa.

"A confermare tutti gli studiosi/ nella bella opinione/ che l'eloquenza è quando il cuore/ non ha più un filo di voce- " (E. Dickinson)

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26/07/2007,20:24
In una canzone che arriva da lontano riscopro quello che è sempre stato. In un paio di scarpe dal tacco alto, nell'affondare delle dita nella schiuma da barba. Quello che è sempre stato. La bufera che è arrivata e se n'è andata e poi ritornerà, ritornerà offuscando quei centimetri di carne viva fino a che sentirò solo il dolore di una ferita. Nei visi che stanno su carta lucida e calpestata agli angoli delle strade, in quei pagliacci che in fondo sanno ancora far sorridere. In una mattina di latte freddo e neve in un altro emisfero, in una sera di falafel e cioccolata. Nell'eterna celebrazione della malinconia. Quello che è sempre stato, puro. Chissà se davvero i colori sono dentro agli occhi, chissà se davvero in alcuni luoghi abbiamo lasciato o perso granelli di anima. La corda è ben tesa, mi insegnerai a camminare in punta di piedi? Io ho soltanto quello che sono, stringi pure dove fa più male ma se vuoi abbracciami. 
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14/09/2006,21:29

Credo che, seppure ben nascosto, il desiderio di essere "qualcuno" sia nutrito da gran parte di noi. Non credo che in questo ci sia qualcosa di sbagliato, anzi, forse ognuno dovrebbe sfuttare al meglio la propria unicità rischiando di non fermarsi ai primi traguardi raggiunti. Quello che noto, e sia chiaro che non mi escludo dalla mischia, è che il più delle volte manca lo slancio creativo per lasciare una traccia che non sia cancellata dalle prime maree.

E' davvero possibile vivere coscientemente nelle proprie illusioni?

Imprimere nella memoria un busto di gesso e farfalle colorate aperto sul seno imbiancato, fumare sulla tela che si dipinge e poi sedersi al tavolo di legno guardando un ombra nella luce ambrata. Sentire il gusto della difficoltà continuando a masticare, deglutire, digerire. Ed essere traditi, conservando il rispetto per sè stessi.

Vagare per chissà quali strade e trovare casa, senza pretese di immortalità per ciò che si è e che nessun altro potrà mai essere. Non smettere di cercare, non smettere di bruciare.

"I hope the exit is joyful and I hope never to return."  

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