Ieri sera ho scritto un post bellissimo. "Facile a dirsi - rampognerete - tanto nessuno l'ha letto!"...come darvi torto? Però ad essere bello era bello. "E allora perchè lo hai cancellato? - continuereste a ribattere - non potevi avere un nostro riscontro?"...secondo me vi fate troppe domande, e soprattutto non rompete i coglioni : sono io il proprietario nonchè creatore di questo blog, e sarò pur libero di decidere cosa pubblicare e cosa no. "E allora perchè ci dici che era bellissimo?"...per farvi rosicare, miei cari lettori. Ora, tralasciando la amena dabbenaggine del mio "coro immaginario di utenti", verrei al dunque. Dunque :
quel post mi aveva emozionato molto, forse troppo. Ho pensato che lasciarlo in balìa dei passanti sarebbe stato una specie di svendita di sentimenti. Sia chiaro che non considero i miei "commentatori" un pubblico di estranei cerebrolesi, anzi, mi piace leggere i loro blog e le tracce che lasciano nel mio spazio. Se così non fosse, del resto, questo posto non esisterebbe. Nè tantomeno posso dire di riportare soltanto pensieri incolori. Però forse anche qui è giusto darsi dei limiti, soprattutto quando entrano in ballo storie troppo personali. Soprattutto se talvolta chi passa da queste parti è in cerca di chissà quale astrusità o semplicemente di un commento in più.
Quello che ho scritto ieri è finito irrimediabilmente nel mio Libro n.4, insieme a tante altre parole che qui non riescono a piantare radici, per loro natura, o per mia censura. Nel frattempo saluto e ringrazio Teo che ha avuto il tempo di leggere e commentare ciò che è uscito poche ore fa dalle mie dita. Adesso però è il momento di dare un filo logico al Libro n.6 : la mia tesi di laurea. Per cui, cari lettori, passanti, avventori, borseggiatori, monsignori, e amici, abbiate pazienza...il mio non è un giudizio su chi riesce a fare del blog un reale diario personale, solo un punto interrogativo che pongo a me, e a chiunque di voi.