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10/11/2009,22:46
Teneme en tu corazón, imperatore, diavolo, pazzo capovolto, ti regalo le stelle e per te scelgo il mio stesso trono sfondato di cartone, perché quelle gambe sulle scale mobili erano tue, e ti aspettavo sopra come sempre coi biglietti ancora da timbrare (le ali le avremmo portate al ritorno). Que yo te tendré en el mío, sotto le bretelle e la camicia bianca, sotto la coppola e sotto le lenzuola, occhi di isola e di vulcano, lasciami affondare dentro la tua terra, con gli anni che vanno via anche se è sempre novembre, coi falsi discorsi di piccoli maestri, con le parole scivolose che dicono ‘rivoluzione’ e guardano lontano, ma non dicono niente e sono pure orbe, e allora via, silenzio, e noi a prendere fango. Però nel tempo ho scoperto quanto è imperfetta la felicità, e che il mio petto è fatto per accogliere fili neri e chimere, e anche se non dovessimo vincere niente sarà valsa la pena di resistere, di stare insieme sotto al temporale a ridere dei tuoi modi e dei miei avverbi, dei treni fermi sui binari morti, delle esplosioni delle primavere, degli incastri impossibili, delle troppe coincidenze, con gli uccellini e i nostri nasi rossi.
29/06/2009,22:35
Santo Giacomo ci assiste sotto agli ombrelli verdi e gialli, e poco importa che sia estate, c'è il cappotto di un altro Giovanni, c'è un dolce da inzuppare nella cioccolata calda. Poi sentire gli uccellini metre a letto non prendi sonno, la rete del divano lascia segni sulla schiena, poco importa che sei stanco, domattina c'è ancora da provare, da trovare, da combattere con la vita e con la morte, c'è Salvatore che si morde la bocca e ha i segni delle unghie sulle mani. In questo animale scambio di sudore la luce del giorno va via alle 23, quella dei fari ti si appiccica in faccia alle 11, quella degli altri te la ritrovi nella pancia, e forse non lo sai ma c'è chi ti sta costruendo un paio d'ali, e forse non lo saprai mai ma un giorno ti ritroverai aquilone, sulle guglie della Cattedrale, a guardare viandanti e biciclette trasportate a mano, e sotto la grotta una ragazza incinta ascolterà il suonatore di organetto. Ora pro nobis.
12/10/2008,22:37
Penso che in fondo mi è andata bene
se a fine mese posso permettermi di non ritirare altri soldi
che mi faccio i calcoli e se fumo meno mi basteranno
forse ci scappa anche un permesso pagato
nella migliore delle ipotesi un rimborso spese
ti ho rubato una candela blu e cerco di immaginare in momento in cui
si scioglierà di nuovo sotto alle mie scarpe
quelle vecchie dovrei buttarle
ma sono comode così senza più gomma
la pavimentazione delle strade non è poi così scivolosa
nemmeno duecento ore (lavorative)
normalmente duecento ore quante sono?
dieci giorni scarsi dalla mattina alla mattina dopo
così poco.
Forse restando qui non vedrò mai la neve cadere sul pavimento di camera
la mia classe delle medie si è radunata su facebook
ora sono certo che mai ci sarò pure io
"ho cercato il tuo nome ma tu non c'eri mai"
ho cercato il tuo nome ma ho trovato solo il mio
non voglio scavare ancora tra le pieghe del mio sacco
allora il tuo nome te lo puoi tenere e anche casa tua
anzi ora me ne vado che mi è andata anche troppo bene
tante care cose, la prima di tutte è la lettera.
28/01/2008,23:22
Quante fotografie avrei da appendere al muro, e lo farei, lo farei se non sentissi il presagio di dover andar via. Il dove non è dato saperlo, ma credo sia il luogo in cui immagino alberi fioriti e pieni di mandarini, quel posto in cui qualcuno tornò a casa dalla guerra. Da piccolo credevo di avere un cavallo tutto mio, e forse davvero è stato così. Da ragazzo mi nascondevo in mezzo alla gente, avevo soltanto una partita da perdere e l'imbarazzo di un concorso di poesia. Non ricordo quand'è che mi sono imbarcato, però so che qui io sono veramente io e che non saprei più vivere senza l'orizzonte nero che vedo anche quando chiudo gli occhi. Mi ricordo di tutto, di tutti, dei ricordi di tutti, delle vite di tutti, la signora caduta dalle scale che è scoppiata a ridere, l'uomo in pigiama che fuma l'ultima sigaretta, i fratelli passati di qua a darmi una pacca sulla spalla. Non mi importa che la mia di vita sia senza punti esclamativi. Aspetto la prossima buona occasione. Le gambe che tremano e le sopracciglia così sottili che mi guardano e mi danno ancora diciassette anni. Altri quattro minuti. Un altro anno. La divisa è nello zaino, non so quando l'indosserò. In questo posto stretto e dalle pareti troppo bianche...mi riconoscono per quella storia di ali e campi di cotone. Mentre aspetto la prossima buona occasione.
26/10/2007,23:57
Il fado delle quattro sigarette, svegliarsi svogliato e riempirsi di niente. Con il letto trapunto di carta da lettere, marche da bollo, petit souvenir...guardarsi alle spalle e tornare in Ribeira con le case impregnate di odore di fritto di pesce di vernice scadente di crollo imminente di punte di pioggia di fiume brillante. Sono stanco, rosa curiosa, sono stanco, le gambe in lotta, sono stanco, questi vestiti trasparenti, venerdì, ventisei, giorni, ventisei, anni, che lasciano sempre un punto scoperto. Cacao sulla lingua fa l'amarezza in polvere, o forse è il caffè che ti ho offerto, leggimi i fondi, io sto per ricominciare, io qualcuno, io qualcosa, fatemi innamorare. Ho una foglia del parco nascosta in un libro, e in un palmo di mano geroglifici e tagli di legni imbevuti di umane passioni, inzuppati di sogni, di premonizioni. Ma ero sconvolto e bellissimo, questo lo so. Il fado delle quattro sigarette, svegliarsi svogliato e riempirsi di niente.
13/02/2007,02:28
Chiamami se ti va, potrei aspettare solo un ricordo, ti ricordi di me?
Sono il fratello, il bambino, il gatto, quello che hai lasciato per strada due anni fa. Sono quello che che hai amato e che hai dimenticato quella notte nel sacco a pelo. Sono quello che non sa ballare ma che corre di notte lungo salite di asfalto bagnato. Sono io. Bu!
Allora hai capito che numero sono? Prendi il biglietto e consumami con una birra di troppo. Posa lo sguardo sui miei capelli in una qualsiasi distante redazione. Hai capito chi sono? Sono quello che gira con una scimmia che canta a Praga, uno che sorride pensando a niente e che piange mentre fa la fila per un dolce che sa di cannella.
Aspettami come aspetti la birra. Baciami come quando. Come quando non avevi capito niente. Tanto niente puoi sapere. Allora ti ricordi? Notturno come me, come me che non sai. Come un gioco che non hai giocato, ma in fondo sai. Scatta la foto, senza flash, notturno. Cambia le scarpe, scorda e scappa via. Ognuno di noi ha scritto una lettera che nessuna sa.