08/04/2009,18:52

Nido di Rondine ha il solletico nello stomaco, sente ali sbattere nel torace e allora comincia a scrivere. Scrive di un parco giochi invaso dal tramonto di Roma, scrive che l'acqua e l'aria gli hanno impastato i capelli con rami e nuvole, scrive pagine di diario di qualcun altro, e si commuove. Nido di Rondine seduto nel pullman abbracciato a qualcuno, Nido di Rondine ha paura, paura di poter perdere ancora qualcosa, Nido di Rondine lascia sfaceli nemmeno immaginati sulle strade frettolosamente percorse senza felpa. Scrive senza inchiostro che presto tutto finirà, nel bene e nel male, e non riconosce crudeltà nel sole, e non sa maledire. Un quaderno rosso e impolverato, siamo qui poi si torna a casa e il pensiero correrà sempre più lontano, dove siete finiti voi che mi chiamavate amore? Ho mangiato anche le briciole e stringo una mano. Poi dal finestrino sbucano gli occhi azzurri del bambino Lorenzo, e Nido di Rondine sa ancora giocare.

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16/06/2008,17:39
Resto inchiodato al letto, qui sul limite del vagone, con addosso tutti gli sguardi. Ho sentito tornare il profumo di camomilla, dolce veleno, l'ho sentito penetrare sotto le bende nere della notte, negli occhi. Nutritevi fino alla sazietà, ce n'è per tutti. Testa di Medusa, sospesa, chioma leggera che fluttua per fermare il treno. Le mani, le sue. E' il gioco da cui non riesco a uscire, come soffiare su un fuoco ormai spento, vederlo crescere orgoglioso e poi cedere ancora e ancora salire. Il miraggio di una fontana, le mani, le mie, bagnate, e i capelli e la pelle e la bocca trabocca d'oro e per tutto il cammino non voglio né so controllare questa morbida scia di sensualità.
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31/03/2008,19:49
Sul fondale. Trascinato dalle maree del sonno dense di impercettibili fruscii, di venti ora deboli ora gelidi, tiepidi, rapidi. Se guardo lentamente vedo nudità e bellezza. Ancora paura. Forse qui non mi dovrò proteggere e nemmeno spaventare, è solo veglia. Luce che filtra tra i rami, ombre di boschi di foglie, c'è una ragazza bella solo di profilo, c'è un riflesso sotto un occhio chiuso. Le rive viste da qui, la vita vista da qui è quella da vivere. La sabbia nelle scarpe che ancora sanno di pioggia e un cane nero, che non può mancare, mi vaga intorno e si accuccia e scompare. Un giro in bicicletta. La riva. La vita. Vedo ancora biondo nel turbinio di piccole ali. Nella stasi affondo e pianto radici. Le mani protese. Io albero sottomarino. Meraviglia di notti lasciate nei letti d'Europa, tra le pieghe delle lenzuola germogliava un altro abbandono. E adesso qui, chi mai ci sarà ancora? Non la fretta. Perderei ore a guardare il moto dei capelli nell'acqua, come si distendono per poi aggrovigliarsi. Sarà la mia stazione della memoria. Sala d'attesa di una verità. La grazia della vostra amicizia che mi avvolge se sono solo e ho freddo. Quando da albero rido, coi piedi di sabbia, con gli occhi di acqua. (vi voglio bene)   
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08/02/2008,20:47
Sai che il venerdì da preferire è al sabato, qui nella repubblica delle banane (i'm in love, i'm in love), mi godo un musical sulla 167 (i'm love, i'm in love). Ieri sera al televoto avrei voluto eliminarmi l'anima senza scatto alla risposta, raparmi a zero e fare Resistenza, a cosa serve (i'm in love). Assisto ai funerali, sotto la neve, bianco e nero, mi sembra di capire che di dignità si muore, non c'entrava l'estintore (i'm in love, i'm in love). Quale vuoto colmerà questo modello tedesco? Quali risa isteriche risuoneranno all'ultima battuta di questa putrida comicità distorta? Dateci il cabaret e un altro ballo di gruppo (i'm in love). Tanto si sa che a Napoli si ride di tutto, e si sa che esistono classi sociali, e allora dateci l'amianto e gli inceneritori, un supercommissario per la noia e odi per la decadenza, necessità da immaginare e mostri da stigmatizzare perchè non siamo come loro (i'm in love), davanti al plastico facciamo colazione (i'm in love), e il pranzo lo portiamo in tribunale. Ieri sera al televoto avrei voluto eliminarmi l'anima senza scatto alla risposta, raparmi a zero e fare Resistenza, ma qui niente lascia tracce e niente insegna qualcosa, e questo grande amore si mimetizza con l'asfalto.
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29/11/2007,20:01

Non resta che questa spiaggia gelida, dove la luce è azzurra di inverno ("Portami vicino al mare"). Non resta che silenzio ed abiti da cerimonia, un vecchio pianoforte a coda che affonda tra i granelli a dieci passi dalla riva. Non ci resta, Angelica, che questo ultimo valzer in battigia senza guardarci, i passi spenti e la fatica, il vento a tagliarci il viso come carta. Fingerci uomini, questo ci resta, occultando, tra nuvole di tulle, l'incubo reale della nostra pelle di mostro, serpente, pecora, gattopardo.

[Ci ho pensato, guardando le sue foto]

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22/08/2007,13:59

Le luci basse e il jeans di nuovo sulla pelle nuda, la sigaretta stretta tra le labbra senza fare un tiro come quando suoni la chitarra. Il fresco che non sa di estate, detersivo, cibo in scatola, una tv scassata, musica brasiliana. Non vedo la città tra angeli e fantasmi. Cerco una maglia nera e sono al buio. Allora della tua vita cosa ne vuoi fare? Allora parti, resti, resti a farti mangiare?

Alta noite já se ia, ninguém na estrada andava
No caminho que ninguém caminha, alta noite já se ia
Ninguém com os pés na água

Lamenti di zanzare.

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