L’aria ogni tanto prende peso e poi lo perde poco a poco, il tempo di un aereo che ti passa sulla testa, il tempo di sentire, mentre cammini, l’odore della cena che qualcuno sta preparando per la sua famiglia, un soffritto di olio e cipolla e il sugo che si adagia in una pentola, il tempo di attraversare la strada e capire che stai andando a fuoco, perché senti che tutto va bene, tutto va bene anche se cerchi nel pensiero le sue mani nell’angolo di una foto ma non le ricordi e qualcuno ti saluta ma non te lo ricordi già più e il tempo è andato ma è come se non fosse mai passato, come se qualcosa non fosse mai accaduto eppure tu non sei più lo stesso perché ora va tutto bene, va tutto bene e stai andando a fuoco. Dove ritorni ci sono finestre chiuse e canzoni cantate dai muri, c’è una chitarra che non ricordavi, c’è un letto e dentro al letto c’è un abito da sposa che nessuno indosserà e che porterai con te di casa in casa perché anche così andrà bene, sporco delle tue stelle buone andrà bene. L’aria sempre più leggera porta lontano quello che sei e che già non sei più, e da qualche parte arriverà il mistero delle suggestioni che ti prendono la domenica alle tre, e che qualcuno che neanche conosci un giorno raccoglierà nelle mani che non potrai ricordare, e in fondo sai che andrà bene, andrà bene anche così.
Si si, nella coreografia c'è sempre qualcuno che va fuori tempo, un po' in ritardo. Io, anche se non ballo, mi ci ritrovo. Ogni ora che passa si allenta la corda, sto per lasciare, c'è da festeggiare. Se qualcosa scappa via si potrà anche festeggiare per una volta, si potrà anche smettere di fumare per una volta. Volendo si potrà anche brindare alla cartolina che non è arrivata al risveglio, all'occasione mancata, a chi non ci ha voluto e a chi non ha creduto. A qualcuno che stanotte ha prenotato un volo di sola andata, a un caffè troppo lungo e anche all'aspirapolvere che fa rumore. Voglio pensare a un lancio col paracadute finito dritto nel campo di fragole, o ad un'agenda ancora sigillata. Se sto per lasciare dovrò pur trovare un'idea con cui crollare. Sorridere allo specchio per una volta, mica si è soli nello specchio? Non ho una lira, non ho un lavoro, e, ti dirò di più, non ho la minima intenzione di rimettermi a studiare. Tu che dici? Non avrò prestigio sociale? Non avrò una scrivania tutta mia? Cosa scrivo nel curriculum vitae? Non conta che sotto ai ponti ballerei il tango? E nemmeno che una volta ho volato? Sangria! Che suonino i grammofoni! Qualcuno in questa orrenda coreografia andrà sempre fuori tempo, un po' in ritardo.
Mi concede questo ballo?
Io l'ho visto catturare una stella con la mano e poi soffiare su un mucchietto di cenere e scintille. Ha lo sguardo impertinente di chi certe cose le sa da tanto tempo prima di te, perchè gli sono piombate addosso senza complimenti, ma lui ha saputo sopravvivere. E ora sa vivere. Alla faccia di te, che aspetti di vedere almeno un po' di sangue gocciolare dai suoi piedi, e pagheresti di più per strappargli una smorfia di fastidio. L'ho visto quando balla di notte e si bagna di luna, e come un lupo suona la gola, e chiude gli occhi perchè anche se ha già visto per lui non è abbastanza, e fa male, fa male non averne abbastanza. Abbastanza di questi lividi e di un vetro che non taglia l'anima, e di un falò che brucia da una vita imponendo di andare avanti e avanti ancora. Che poi non c'è nessuno, solo un inganno in cui sprofondare di nuovo come in un pozzo gelato. Se poi ti va di parlare, lui continua a ballare e non sai se ti ascolta o non vuole sentire, o se solo desidera farti piangere sotto la luna, come un cretino, perchè non c'è nessuno, e ti viene da alzarti e gridare e ballare e piangere. Insieme a lui.